TERRANAONIS:
un progetto di comunicazione per valorizzare nel suo insieme il patrimonio di verde e di acque della città di Pordenone

Pordenone è una città distrattamente creativa. Capace di ideare e costruire, ma al tempo stesso propensa a dimenticare quello che ha ideato e costruito. Diventata, a ragione, famosa per i suoi Festival e le sue invenzioni culturali, ma incredibilmente “smemorata” della sua eccezionale storia industriale (Zanussi in primis) o delle sue tradizioni popolari. E, persino, dimentica dei suoi figli più famosi, primo fra tutti quel Giovanni Antonio de’ Sacchis, pittore rivoluzionario del Rinascimento, celebrato periodicamente in apprezzate mostre, ma mai incorporato in via definitiva nello spirito della città, a dispetto del suo soprannome da perfetto testimonial: “il Pordenone”.

Il 2027 sarà un anno speciale per Pordenone: come “Capitale Italiana della Cultura” avrà l’opportunità irripetibile di mostrarsi al mondo. E, siamo certi, ben figurerà per la portata d’iniziative culturali che da decenni la vedono autorevole protagonista. Questa, tuttavia, è anche l’occasione per andare oltre una splendida collana di manifestazioni e lasciare un segno più duraturo, legato all’essenza stessa di Pordenone. Un segno di cambiamento, di riposizionamento, che arricchisca e dilati l’esperienza della città, oltre l’estemporaneo. Che porti la bellezza e lo stupore nella quotidianità. Che faccia riscoprire Pordenone a chi la vive. E la faccia scoprire ai visitatori oltre il consueto tragitto del Corso, il cui fascino è ormai riconosciuto ma spesso offuscato dalla domanda: “E dopo, che cosa facciamo?”.

Il 2027 può dare una risposta davvero “sorprendente”, spalancando ai Pordenonesi e ai turisti quello straordinario paesaggio di verde e di acque che si apre solo a un centinaio di metri dal centro storico di Pordenone, catapultandoci in un’altra dimensione della città, dove perderci per ore e, magari, ritrovarci cambiati. Allora sarà più facile comprendere e vivere il motto “città che sorprende”, trovando questa sorpresa nella natura quotidiana di Pordenone, Città sostenibile dove il verde fluisce senza soluzione di continuità nel tessuto urbano lambito da limpide acque.

Oggi un piano di collegamento con piste ciclopedonali, già in corso da anni, sta gradualmente mettendo in luce questo eccezionale valore d’insieme. Non è dunque nostra intenzione entrare in ambiti di carattere ambientale-urbanistico-infrastrutturale di altrui dominio. A ognuno il suo.

Il progetto che qui proponiamo, fondato sulle nostre competenze, è un progetto di comunicazione e divulgazione, un progetto “culturale” nel senso etimologico del termine, che aspira a coltivare la consapevolezza del valore complessivo di un territorio, come risultato organico di più fattori, spesso eccezionali: il suo collocarsi nell’importante fascia delle risorgive, le preziose testimonianze archeologiche romane, l’affascinante storia al confine tra Casa d’Austria e Patriarcato di Aquileia (Castello di Torre), lo straordinario (e distrattamente abbandonato) patrimonio di archeologia industriale, il non comune grado di wilderness alle porte di una Città, e tanto altro ancora. 

Mappa del territorio d’acque tra il cotonificio di Torre e il cotonificio Amman di Pordenone, oggi corrispondente all’attuale Parco del Seminario e un tempo area contesa tra Torre, sotto il Patriarcato di Aquileia, e Pordenone, enclave della Casa d’Austria! Classe 3ª B, Anno Scolastico 2021/2022, Scuola Secondaria di Primo Grado “G. Lozer” Dalla pubblicazione Sada te povien. Cumò ti conti. Adès te conto. Ora ti racconto, realizzata da Associazione Musicale Fadiesis in collaborazione con Primalinea.

Per valorizzare un territorio non basta connettere fisicamente ambienti e luoghi d’interesse. Non bastano sentieri verdi. Servono anche “sentieri dell’anima”, che con la loro trama favoriscano la coscienza e la comprensione del luogo. Da parte di chi lo vive, ma anche da parte di chi lo scopre occasionalmente e deve essere accompagnato per lasciarsi sorprendere. Con questo progetto aspiriamo a creare una “topografia emozionale” di questa parte così importante ed essenziale della mostra città. Con una proposta in tre fasi: DENOMINAZIONE, COMUNICAZIONE, ADOZIONE.

“in principio era il Verbo”: come ci ricorda il Vangelo di Giovanni, il punto di partenza dovrà essere il nome, quel condensato memorabile d’identità che crei immediatamente l’immagine di un ambiente ricomposto nel suo valore complessivo e unitario. Noi abbiamo pensato a “TERRANAONIS”, “TERRA DEL NONCELLO”, terra del fiume che unisce e lega i tesori di Pordenone. Che ha sedimentato la sua storia. Ma anche terra sostenibile di future conquiste: ambientali, sociali, economiche, culturali.

Terra liquida da coltivare con consapevole passione, perché continui a portare energia, orgoglio e bellezza a tutti noi che amiamo veramente Pordenone.

Sfoglia la brochure

Il seme

La città di Pordenone comprende un sistema urbano di verde e di acque con pochi eguali in Italia:
per qualità, estensione, continuità, valore simbolico.
Conoscere questo seme con grandi potenziali è il primo passo per coltivarlo.

La pianta

Terranaonis è un progetto di branding e comunicazione per far conoscere e valorizzare il verde urbano di Pordenone nel suo insieme, come sistema integrato. È un progetto strutturato, ramificato e aperto, che si sviluppa in due prime fasi: denominazione (1) e comunicazione (2).

I coltivatori

Terranaonis coinvolge tutta la società civile di Pordenone, sia per fruire consapevolmente di un ambiente straordinario, sia per adottarlo come Comunità. (3). L’adozione di questo territorio, attuata in varie forme, potrà riguardare Cittadini, Istituzioni ed Enti, Associazioni, Imprese.

I frutti 

Attraverso Terranaonis Pordenone può migliorare la sua qualità di vita e la sua immagine, con ricadute ambientali, sociali, economiche e culturali. Grazie a questo progetto super partes, proattivo e radicato nel territorio, si generano consapevolezza civica e senso di appartenenza.